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GEO: come farti citare da ChatGPT, Perplexity e AI Overviews

Matteo LucrezioMatteo Lucrezio6 giugno 2026Aggiornato il 6 giugno 20267 min
Risposta generata da un assistente AI con un riquadro di citazioni a fonti esterne evidenziato, accanto al logo di un sito ottimizzato per la GEO

La GEO (Generative Engine Optimization) è l'ottimizzazione dei contenuti per farsi citare dai motori generativi: AI Overviews di Google, ChatGPT con ricerca web, Perplexity. La differenza rispetta alla SEO classica è tutta qui: non basta posizionarti tra i dieci link blu, devi essere abbastanza chiaro e strutturato da finire dentro la risposta che l'AI scrive al posto dell'elenco di link. In questo articolo ti spiego come funzionano questi sistemi e quali leve uso davvero per renderli citabili — applicandole, lo vedrai, proprio qui dentro.

In questo articolo

  1. Cos'è la GEO e perché non è SEO
  2. Come funzionano AI Overviews, ChatGPT e Perplexity
  3. GEO vs SEO: cosa cambia davvero
  4. Le leve pratiche per essere citabile
  5. Far entrare i crawler AI: robots e llms.txt
  6. Dati connessi: oltre la singola pagina
  7. Questo articolo è un esempio di GEO

Cos'è la GEO e perché non è SEO#

Per anni l'obiettivo della SEO è stato uno: salire nei risultati di Google. Dieci link, e tu volevi essere il primo. Con i motori generativi la partita cambia. Quando chiedi qualcosa a ChatGPT o vedi un AI Overview, non ricevi una lista da scorrere: ricevi una risposta già sintetizzata, costruita pescando frasi e dati da poche fonti che il modello ha giudicato affidabili e leggibili. La generative engine optimization è il lavoro per essere una di quelle fonti.

È una distinzione concreta, non terminologica. Puoi essere terzo su Google e non venire citato da nessuna AI, oppure essere in fondo alla prima pagina e finire dritto dentro un AI Overview perché hai una definizione netta che il modello può copiare quasi parola per parola. Posizionarsi e farsi citare sono due obiettivi diversi, con segnali diversi.

Come funzionano AI Overviews, ChatGPT e Perplexity#

I tre sistemi più diffusi lavorano in modo simile ma non identico. AI Overviews di Google compaiono sopra i risultati classici: il modello genera un riassunto e mette accanto i link alle fonti da cui ha attinto. ChatGPT con ricerca web fa una o più query, legge le pagine restituite e cita le fonti in linea o a fondo risposta. Perplexity è nato attorno a questo: ogni affermazione ha una nota numerata che rimanda alla pagina originale.

Il filo comune è che tutti e tre fanno retrieval e poi sintesi: prima recuperano pagine dal web, poi estraggono i passaggi più utili. Tu non controlli la sintesi, ma controlli quanto è facile estrarre dai tuoi contenuti. Ed è esattamente lì che si gioca la GEO.

GEO vs SEO: cosa cambia davvero#

Le due discipline non sono in conflitto — la GEO poggia sulla SEO — ma ottimizzano cose diverse. La SEO ottimizza la pagina per scalare la SERP; la GEO ottimizza il passaggio per essere estraibile da un modello. Qui sotto la differenza riga per riga.

SEO classica e GEO a confronto: obiettivo, unità ottimizzata, segnali chiave e metrica
AspettoSEO classicaGEO
ObiettivoPosizionarsi in alto tra i link bluEssere citato dentro la risposta dell'AI
Unità ottimizzataLa pagina e le sue keywordIl singolo passaggio auto-conclusivo
Segnali chiaveBacklink, keyword, Core Web Vitals, strutturaChiarezza, dati, FAQ, structured data, autore
Accesso del botGooglebot, BingbotGPTBot, ClaudeBot, PerplexityBot, Google-Extended
Come si misuraPosizione, clic, impression in Search ConsoleFrequenza di citazione e menzioni del brand nelle risposte AI

Le leve pratiche per essere citabile#

La buona notizia è che la citabilità è quasi tutta tecnica e di scrittura, quindi sistematica. Non devi indovinare l'algoritmo: devi rendere ogni pezzo di contenuto facile da estrarre e da fidarsi. Queste sono le leve che uso, in ordine di impatto.

  1. Definizione netta in apertura. Apri ogni sezione rispondendo subito alla domanda, in una o due frasi auto-conclusive che reggono fuori contesto. È il formato che i modelli copiano più volentieri.
  2. Passaggi auto-conclusivi. Evita paragrafi che dipendono da quello precedente: ognuno deve avere senso da solo, perché l'AI ne estrae uno alla volta.
  3. Blocchi FAQ. Domanda e risposta secca sono il formato più citabile in assoluto e, marcati come FAQPage, diventano machine-readable.
  4. Tabelle e dati. Numeri, confronti e tabelle danno al modello fatti concreti da riprendere, molto più di un paragrafo discorsivo.
  5. Structured data (JSON-LD). Article, FAQPage, Organization: dicono esplicitamente all'AI cosa c'è nella pagina, chi l'ha scritta e di cosa parla.
  6. Autore e E-E-A-T. Una firma reale, una bio e un profilo verificabile aumentano la fiducia del modello nella fonte. Per questo questo articolo ha un autore in chiaro.

Gran parte di queste leve coincide con la buona SEO tecnica: heading puliti, schema corretti, contenuti ben strutturati. Se vuoi la base completa, l'ho raccolta nella checklist tecnica per un sito web aziendale: la GEO ci si appoggia sopra, non la sostituisce.

Far entrare i crawler AI: robots e llms.txt#

C'è un prerequisito che batte tutte le leve di scrittura: se blocchi i crawler delle AI, nessuna ottimizzazione conta. Molti siti tengono fuori i bot dei modelli per scelta o per un robots.txt copiato male. Legittimo se vuoi proteggere i contenuti, ma allora rinunci alle citazioni. Se invece vuoi essere citato, devi consentire l'accesso ai bot giusti.

I principali crawler AI da consentire nel robots.txt se vuoi essere citato: GPTBot (OpenAI/ChatGPT), OAI-SearchBot (ChatGPT search), ClaudeBot (Anthropic), PerplexityBot (Perplexity) e Google-Extended (training e funzioni generative di Google, separato da Googlebot). Bloccarne uno significa rinunciare alle citazioni di quel motore.

Sta inoltre emergendo llms.txt: un file di testo nella root del sito (/llms.txt) che offre ai modelli una mappa curata dei contenuti più importanti, in markdown pulito e senza il rumore di menu e banner. Non è ancora uno standard universalmente adottato e nessun motore garantisce di leggerlo, ma è a basso costo e va nella stessa direzione: rendere i tuoi contenuti facili da capire per una macchina.

Dati connessi: oltre la singola pagina#

La GEO che ho descritto finora riguarda i contenuti pubblici. Ma il principio — rendere i dati leggibili dall'AI — vale anche per le informazioni interne della tua azienda: documenti, contatti, progetti. Più sono organizzati e strutturati, più un assistente AI può interrogarli e usarli con precisione, dentro e fuori dal sito.

È la stessa filosofia con cui ho costruito Vision: dati connessi e leggibili dalle macchine via standard come MCP, così l'AI lavora sui tuoi dati reali invece di indovinare. L'ho raccontato qui: collegare l'AI ai dati aziendali con MCP.

Questo articolo è un esempio di GEO#

Sono onesto fino in fondo: questo testo applica le tecniche che predica. La prima frase dà una definizione netta di GEO, le sezioni aprono rispondendo alla domanda, c'è una tabella di confronto GEO vs SEO, un blocco FAQ marcato come FAQPage e un autore in chiaro con bio e profilo. Se domani lo cito a un'AI e chiedo "cos'è la GEO", ho costruito apposta i passaggi che vorrei vedere ripresi. È il modo migliore per spiegarla: facendola.

Onesto: nessuna tecnica garantisce la citazione. I motori generativi cambiano in fretta e scelgono le fonti con criteri opachi. La GEO sposta le probabilità a tuo favore rendendoti facile da leggere e da fidarsi — non ti compra un posto nelle risposte. Diffida di chi promette "primo nelle AI".

La SEO ti fa trovare, la GEO ti fa citare. Sono due lavori diversi che oggi conviene fare insieme: la base tecnica regge entrambi.

— Matteo Lucrezio

Domande frequenti

Cos'è la GEO (Generative Engine Optimization)?

La GEO è l'ottimizzazione dei contenuti per farsi citare dai motori generativi come AI Overviews di Google, ChatGPT e Perplexity. A differenza della SEO, che punta a posizionare la pagina tra i link, la GEO punta a far entrare i tuoi passaggi dentro la risposta che l'AI genera.

Che differenza c'è tra GEO e SEO?

La SEO ottimizza la pagina per scalare la SERP usando keyword, backlink e struttura; la GEO ottimizza il singolo passaggio perché sia estraibile e citabile da un modello, puntando su chiarezza, FAQ, dati e structured data. Non sono in conflitto: la GEO si appoggia sulla SEO tecnica.

Come faccio a farmi citare da ChatGPT e Perplexity?

Apri ogni sezione con una definizione netta e auto-conclusiva, usa blocchi FAQ e tabelle, aggiungi dati e fonti, marca i contenuti con structured data e firma con un autore reale. Assicurati anche che i crawler AI possano accedere al sito tramite il robots.txt.

Quali crawler AI devo consentire nel robots.txt?

Se vuoi essere citato, consenti GPTBot e OAI-SearchBot (OpenAI/ChatGPT), ClaudeBot (Anthropic), PerplexityBot (Perplexity) e Google-Extended (funzioni generative di Google). Bloccarne uno significa rinunciare alle citazioni di quel motore.

Il file llms.txt serve davvero?

llms.txt è un file nella root del sito che offre ai modelli una mappa curata dei contenuti in markdown pulito. Non è ancora uno standard adottato da tutti e nessun motore garantisce di leggerlo, ma è a basso costo e coerente con la GEO: rende i tuoi contenuti più facili da interpretare per una macchina.

Se vuoi un sito che nasce già citabile — con SEO, sitemap, structured data e contenuti ben strutturati di default — puoi provare Vision gratis e partire dal modulo Sites+Blog. La parte tecnica la mette a posto la piattaforma; tu ti concentri sullo scrivere passaggi che valga la pena citare.

Tag

#GEO#AI#SEO#ChatGPT#AI Overviews

Scritto da

Matteo Lucrezio

Matteo Lucrezio

Startupper | Lead Software Engineer

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In questo articolo

  1. Cos'è la GEO e perché non è SEO
  2. Come funzionano AI Overviews, ChatGPT e Perplexity
  3. GEO vs SEO: cosa cambia davvero
  4. Le leve pratiche per essere citabile
  5. Far entrare i crawler AI: robots e llms.txt
  6. Dati connessi: oltre la singola pagina
  7. Questo articolo è un esempio di GEO